mar

20

gen

2009

LA PREISTORIA DEL CARPFISHING

DA CLARISSA AI GIORNI NOSTRI

 

Nel Regno Unito alcuni grandi angler di oltre 30 anni fa iniziarono a delineare le prime tappe di questa fantastica avventura cercando di stabilire attorno alla pesca alla carpa, una vera e propria tecnica che la rendesse unica e ben definita rispetto alle altre. Da sempre infatti la cattura di carpe era frutto di una tecnica generica in cui “anche” le carpe venivano catturate. Nel 1956 (se la memoria non mi tradisce) una cattura guadagna una fama totale e una impressionante serie di copertine sulle riviste dell’epoca. Nel leggendario Redmire Pool, Walker porta a terra Clarissa a 44 libbre circa (più o meno 20 chilogrammi) e la cosa manda in estasi tutta la Gran Bretagna.Ironico il fatto che in Francia ed in Italia Negli stessi anni era possibile catturare carpe di questa taglia praticamente tutti i giorni senza che nessuno pensasse di farne una tecnica di pesca specialistica. Da quel momento si scatena una voglia di carpe di taglia che contamina tantissima appassionati portando alla costruzione di canne specialistiche. L’azione di pesca è tradizionale ma sia i terminali che le esche cominciano ad andare nella direzione di essere selettive eliminando sempre più la minaccia di altre specie di pesce. Le esche vengono gradualmente indurite fino a creare la boilies cioè un’esca “bollita” affinché diventi più dura. Gli inneschi erano di tipo tradizionale con amo immerso nell’esca stessa con l’unica variazione nel fatto che comunque la punta dell’amo veniva stabilmente mantenuta ben in vista e libera da possibili coperture. La tecnica detta del “side hooking” era analoga anche nell’uso delle boilies. Il passo seguente fu fatto da colui che viene additato come padre di tutto il movimento sebbene le teorie sia al proposito differenti. Kevin Maddocks e Lennie Middleton scrissero alcune pagine di pura storia (forse anche condita da pizzichi di leggenda) dando vita alla tecnica dell’innesco con il “Capello” o hair rig. Da quel momento datiamo la nascita ufficiale di un movimento che ha visto angler come Rod Hutchinson creare aromi come lo Scopex, il Maple Cream che sono divenuti la scelta di tutti i pescatori d’Europa. Andy Little, autore di articoli e di catture storiche, Chris Yates , filosofo pescatore, poeta e recordman per molti anni, Tim Paisley creatore dapprima della Nutrabaits e quindi della Rivista Carpworld e tanti altri che rispondono ai nomi di Julian Cundiff, Max Cottis, Rob Maylin, Duncan Key, Zenon Bojko per citare quelli che mi vengono ora in mente. Ora l’attenzione è più rivolta verso il Continente e partendo da alcuni angler olandesi e belgi, si arriva finalmente anche a parlare italiano. Un esempio è dato da Leon Hoogendijk che è considerato attualmente il migliore carpista d’Europa (anche se alcuni inglesi non sono d’accordo) sia per le catture che, per ciò che ci ha offerto sin d’oggi come libri, articoli e video. Parlerei anche dei leggendari fratelli Mahin che per primi dimostrarono che gli europei continentali valevano almeno quanto gli inglesi oppure, le “Bison” Philippe Lagabbe in Francia, grande filosofo. Accanto metterei Ronnie DeGroote, Luc de Baets nei Paesi Bassi ma anche Christian Filkelde per la Germania e tanti altri che, in questi anni, si sono fatti valere.

CARPLANDIA SU 'INTERNATIONAL CARPER'

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